Gabriele Pignotta in una scena di TOILET al Piccolo Eliseo

“TOILET”, Gabriele Pignotta tra risate e riflessioni: cosa faremmo al posto di Flavio?

Entrare in un teatro pieno per una prima è già di per sé una bellissima sensazione. Si percepiscono l’attesa, la curiosità e quell’emozione condivisa che solo lo spettacolo dal vivo sa regalare. È con questo entusiasmo che abbiamo assistito a “TOILET”, con Gabriele Pignotta.

A colpire fin da subito è la scenografia, curata nei dettagli: un bagno che diventa il centro di tutta la storia, con le sue scritte assurde sui muri e quelle finestre dalle quali si intravedono alberi, montagne e pneumatici, almeno così ci racconta il nostro protagonista. Un ambiente apparentemente ordinario, ma capace di trasformarsi nel luogo di una disavventura tanto improbabile quanto coinvolgente.

Gabriele Pignotta interpreta Flavio Bretagna, un uomo sempre impegnato, che dedica gran parte della propria vita al lavoro, spesso a discapito del rapporto con sua figlia. Mentre sta andando a un appuntamento per firmare un contratto, si ferma in un autogrill sperduto e rimane chiuso nel bagno, situato in un seminterrato.

Nell’attesa di essere liberato, la paura di rimanere lì lo porta a ripensare alla propria vita e a tutto ciò che non ha fatto. Per un momento promette a sé stesso che cambierà e dedicherà più tempo ai suoi affetti. Ma una telefonata lo mette davanti a una scelta capace di mettere alla prova quei propositi.

Gabriele è bravissimo nel tenere viva l’attenzione del pubblico per circa un’ora e mezza. Alterna momenti in cui la voce si alza ad altri quasi sussurrati: anche in quelli più intimi, però, ogni parola arriva fino all’ultima poltroncina del teatro. La sua interpretazione accompagna gli spettatori tra le paure e i pensieri di Flavio, facendo ridere senza perdere di vista la fragilità del personaggio.

Durante il collegamento in cui avremmo dovuto intervistare Gabriele Pignotta, interrotto per problemi tecnici, gli abbiamo chiesto come fosse nato “TOILET”. Una domanda forse semplice, persino banale per chi fa il giornalista di professione, ma la nostra curiosità nasce dall’amore per lo spettacolo e proprio questa passione ci porta a raccontare le emozioni che sentiamo davanti a ciò che accade sul palco. In quell’occasione Pignotta ci ha spiegato che l’idea nasce da una scena vera.

Per tutta la durata dello spettacolo si ride e, almeno per un po’, si riesce a dimenticare i propri problemi. Forse anche perché, in quel momento, quelli di Flavio sembrano più seri dei nostri: come reagiremmo se ci trovassimo chiusi in quel bagno, senza sapere quando e se riusciremo a uscire?

“TOILET”, però, non fa soltanto ridere. Invita anche a riflettere, soprattutto nel finale, quando lascia al pubblico una domanda: «E voi al posto mio cosa avreste fatto?». Dopo un momento di silenzio arriva un’altra parola: «Sicuri?»

È facile giudicare o criticare le scelte degli altri quando non ci si trova nella loro situazione. Lo spettacolo ci lascia proprio con questo interrogativo, dopo averci fatto divertire e averci accompagnato nella disavventura del suo protagonista.

“TOILET” va in scena fino all’8 novembre al Teatro Piccolo Eliseo: un’occasione per divertirsi, emozionarsi e riflettere su quanto spazio diamo, nella nostra vita, alle cose davvero importanti.


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