Sabato 12 settembre al Villino Rossi-Povolaro di Dueville la compagnia Arca Act porta in scena la commedia di Antonia Mantiero, adattata da Patrizia Scoton. Un cappone conteso, un colpo di fucile e una serie di equivoci animano il nuovo appuntamento della 31ª edizione della rassegna promossa da FITA Vicenza.
Un cappone allevato per il pranzo di Natale, un proprietario terriero con la passione per la caccia e un mezzadro che non ha alcuna intenzione di lasciarsi mettere nel sacco.
Sono gli ingredienti da cui prende il via “I me ga copà el capon”, commedia di Antonia Mantiero che sabato 12 settembre alle 20:45 arriverà al Villino Rossi-Povolaro di Dueville, nell’ambito della 31ª edizione di Teatro Popolare Veneto.
Sul palco ci sarà la compagnia Arca Act, con l’adattamento di Patrizia Scoton e la regia della stessa Scoton insieme a Sara Roetta.
Tutto comincia da un cappone
La storia ci porta nelle campagne vicentine dell’immediato dopoguerra, dove Bepi Pesavento, mezzadro descritto come il classico uomo dalla “scarpa grossa e cervello fino”, sta allevando un cappone destinato al pranzo di Natale con la famiglia.
I suoi programmi vengono però sconvolti dal signor Guerra, proprietario dei campi e appassionato cacciatore, che scambia il povero animale per un fagiano.
Da quel momento il cappone diventa soltanto l’inizio.
Intorno alla sua sorte comincia infatti a muoversi una piccola comunità di personaggi: Rosina, zitella petulante; Don Gennaro, giovane prete; una madre determinata a trovare moglie al figlio; due ragazze innamorate e un falegname più affezionato al bicchiere che alla pialla.
A complicare ulteriormente la situazione arriva anche la misteriosa scomparsa di un portafoglio, dando vita a una catena di equivoci che alimenta il meccanismo comico della vicenda.
Il teatro popolare torna a raccontare il territorio
Con I me ga copà el capon, Teatro Popolare Veneto torna quindi a una dimensione profondamente legata alla tradizione e al territorio, affidandosi alla commedia e al dialetto per raccontare personaggi, dinamiche familiari e piccoli conflitti di una comunità rurale.
La rassegna, giunta alla 31ª edizione, prosegue nel 2026 con un cartellone particolarmente ampio: sono 37 gli spettacoli previsti, distribuiti in numerosi Comuni della provincia.
Una proposta che non si limita alla commedia dialettale tradizionale, ma attraversa generi differenti, dal teatro goldoniano ai testi del teatro greco fino a lavori dedicati alla Resistenza partigiana. Una varietà che, come sottolinea il coordinatore Davide Berna, vuole testimoniare la vitalità del teatro amatoriale.
L’appuntamento a Dueville
Per la serata di Dueville, però, al centro ci saranno soprattutto il buonumore e quella comicità che nasce dalle situazioni quotidiane portate progressivamente fuori controllo.
E questa volta tutto parte da un povero cappone che avrebbe dovuto avere un destino molto semplice: finire sulla tavola di Natale.
Prima, però, dovrà sopravvivere almeno teatralmente a un cacciatore, a una famiglia e a una comunità intera di personaggi.
Sabato 12 settembre 2026 – ore 20:45
Villino Rossi-Povolaro – Dueville (VI)
Ingresso gratuito
L’articolo è stato realizzato a partire dal comunicato stampa ufficiale, rielaborato e contestualizzato dalla redazione.
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