Cari lettori o futuri scrittori,
oggi parleremo del contratto di edizione. Quando una casa editrice decide di pubblicare un manoscritto invia allo scrittore una bozza di contratto. In genere i contratti sono standard, però esistono alcune clausole alle quali sarebbe bene prestare molta attenzione. In primo luogo, la durata. Diffido sempre della case editrici che stipulano contratti brevi (max 18 mesi) perché vuol dire che non hanno alcuna intenzione di promuovere il romanzo. Una volta spremuto a dovere l’autore, passano al libro (e allo scrittore) successivo. Una durata più lunga (per esempio 5 anni) potrebbe significare che intendono sfruttare appieno i diritti acquisiti (ma a carico di chi intendono fare la promozione?). Personalmente oltre questa data evito di accettare perché il vincolo è troppo oneroso (soprattutto se non conosco la casa editrice e in caso di mancata soddisfazione volessi decidere per la rescissione anticipata del contratto). Poi, occorre valutare il prezzo di copertina e vedere se è in linea con le richieste di mercato. Per quanto riguarda i diritti d’autore, oggigiorno si attestano intorno al 8% (max 10% se si è fortunati). Bisogna sempre controllare che siano specificati i canali distributivi (Amazon, librerie, grandi catene etc.) e soprattutto che il distributore alla fonte sia di comprovata capacità (un esempio per tutti Messaggerie). Per finire, un’occhiata ai diritti cinetelevisivi o teatrali… non succede, ma se succede? Insomma prima di firmare occorre avere sempre chiaro l’obiettivo finale e… in bocca al lupo a tutti!
Roberta Costantini
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