Un laboratorio teatrale non è mai solo preparazione, ma un percorso fatto di incontri, tentativi e trasformazioni. “Orario di visita” nasce così: dall’esperienza condivisa del percorso “Dal testo al palco”, fino a diventare spettacolo.
Ci sono spettacoli che nascono direttamente sul palco, e altri che nascono molto prima: nelle prove, negli errori, nelle risate improvvise e nei momenti in cui un testo inizia lentamente a diventare qualcosa di vivo. “Orario di visita” appartiene a questa seconda categoria.
Lo spettacolo, in scena dal 12 al 14 giugno, è il risultato finale del percorso teatrale “Dal testo al palco”, un laboratorio che non è stato solo un corso di recitazione, ma un’esperienza di attraversamento: del testo, del gruppo e soprattutto di sé.
Diretto da Francesco Nannarelli, con la collaborazione dell’assistente alla regia Paola Schiavuzzi, il progetto ha accompagnato gli allievi in un lavoro continuo di costruzione scenica, dove ogni scena è stata prima di tutto un’occasione di confronto.
Una storia che sembra semplice… ma non lo è mai
Ambientato in una sala visite di un carcere maschile, lo spettacolo prende avvio da un’indagine sulla fuga del detenuto Franco Esposito.
Ma presto la trama si apre: arrivano la moglie, la madre e l’amante, e quello che potrebbe sembrare un intreccio comico diventa un mosaico di relazioni, fragilità e verità non dette.
È una commedia brillante, ma anche uno specchio umano: ogni personaggio porta con sé una versione diversa dello stesso uomo, e nessuna è davvero completa.
Il laboratorio: dove il teatro smette di essere teoria
Chi ha vissuto questo percorso sa che un laboratorio teatrale non è mai solo “preparazione a uno spettacolo”.
È il momento in cui un testo smette di essere carta e diventa relazione, in cui una battuta cambia senso a seconda di chi la pronuncia, in cui un errore in prova si trasforma in scoperta, e in cui il gruppo diventa davvero il centro del lavoro.
“Orario di visita” nasce proprio così: non da un’idea astratta di regia, ma da un processo collettivo fatto di tentativi, ascolto e trasformazioni continue.
Anche le scelte sceniche e i personaggi si sono costruiti nel tempo, dentro un dialogo costante tra regia e allievi, dove nulla è stato davvero “dato”, ma tutto è stato cercato.
Un teatro che nasce dalle persone
Il valore di questo spettacolo non sta solo nella storia raccontata, ma nel modo in cui è stata attraversata.
Ogni interprete porta in scena non solo un ruolo, ma anche il segno del proprio percorso: esitazioni diventate scelte, intuizioni diventate presenza scenica, e un lavoro di gruppo che ha dato forma a un linguaggio comune.
Il risultato è uno spettacolo che alterna leggerezza e profondità, comicità e piccoli cortocircuiti emotivi, restituendo al pubblico non una “rappresentazione perfetta”, ma qualcosa di vivo.
Evento riservato ai soci
Viale dei Quattro Venti, 38 – Roma
12, 13, 14 giugno 2026 – ore 21:00
Info e prenotazioni: 348 9774959
Scopri di più da Notizie dal Palco - Spettacolo & Cultura
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.


