Il photocall di The Nameless Ballad al Lucca Comics & Games

The Nameless Ballad, Federico Zampaglione torna all’horror tra musica e ossessione

Un musicista torna nei luoghi dell’infanzia per ritrovare l’ispirazione.

Nella casa in cui si rifugia, però, comincia a percepire presenze inquietanti. Da questa premessa prende forma The Nameless Ballad, il nuovo horror di Federico Zampaglione, nelle sale italiane dal 5 novembre 2026 con Filmclub Distribuzione, in collaborazione con Scream Hub.

La paura di non riuscire più a creare

Jamie Ward interpreta Sam Gallo, un giovane musicista inglese di origini italiane. Il suo entourage si aspetta un nuovo successo, mentre lui attraversa una crisi creativa e convive con una dipendenza dai farmaci. Il ritorno in Italia gli offre un luogo in cui isolarsi e provare a scrivere di nuovo. Quando il rifugio diventa minaccioso, l’urgenza di ritrovare la propria voce alimenta il racconto horror.

Zampaglione firma la regia e le musiche e ha scritto la sceneggiatura insieme a Barbara Baraldi, scrittrice e curatrice editoriale di Dylan Dog. Nel cast, accanto a Ward, ci sono Giglia Marra, Alana Boden e Fabrizio Ferracane.

La premessa lega la paura a una domanda concreta. Che cosa succede quando il lavoro con cui ti identifichi diventa anche la cosa che temi di non saper più fare? Nel caso di Sam, l’attesa del prossimo successo arriva dall’esterno, ma lo segue anche quando si allontana dagli altri. L’isolamento gli concede il tempo che cercava e, allo stesso tempo, lo lascia solo con la pressione di doverlo usare per produrre qualcosa.

Anche il ritorno nei luoghi dell’infanzia ha un ruolo preciso nella storia. Sam sceglie uno spazio familiare nella speranza di ritrovare un rapporto più semplice con la musica. La casa diventa invece il luogo in cui il passato e la paura del presente cominciano a confondersi. La sinossi lascia aperto il confine tra ciò che il protagonista percepisce e ciò che accade intorno a lui. Da questa incertezza nasce la tensione della storia.

Il fatto che Zampaglione firmi anche le musiche offre una chiave per avvicinarsi al film. In una storia costruita attorno a un musicista, l’ascolto riguarda sia il suo mestiere sia il modo in cui lo spettatore esplora la casa insieme a lui. Un rumore può far immaginare qualcosa fuori campo, mentre il silenzio può prolungare l’attesa. Il lavoro sul suono è un aspetto da osservare in sala, soprattutto quando l’inquadratura lascia aperta la domanda su cosa si trovi oltre i suoi bordi.

Il materiale di presentazione di Minerva Pictures mette in evidenza un pianoforte, un diario e una melodia. Sono tre elementi che chiamano in causa azioni diverse, dal leggere una traccia lasciata da altri al riprodurre una sequenza di note. In un racconto su un autore alla ricerca di qualcosa da scrivere, questa distinzione apre un’altra domanda. Che rapporto ha il musicista con un brano che scopre invece di comporlo? Il titolo, con il suo richiamo a una ballata senza nome, dà a questa domanda un posto nella storia senza anticiparne l’esito.

Da Londra alle sale italiane

Il film è stato presentato in anteprima mondiale al FrightFest di Londra e il 31 ottobre è passato da Lucca Comics & Games prima dell’uscita italiana. Il trailer ufficiale introduce il ritorno di Sam e l’atmosfera del suo isolamento.

Il passaggio da Londra a Lucca racconta anche due contesti in cui il film ha incontrato il pubblico prima della distribuzione. Il FrightFest è dedicato al cinema di genere. A Lucca la proiezione è entrata nel programma delle Notti Horror, in una manifestazione dove cinema e fumetto si incrociano. La presenza di Baraldi nella scrittura rende quel passaggio particolarmente coerente con il percorso del film.

La sceneggiatura nasce dall’incontro tra due percorsi diversi. Per Baraldi, il lavoro su Dylan Dog è un punto di contatto con una tradizione in cui la paura passa spesso da ambienti quotidiani che diventano estranei. Qui il punto di partenza è una casa che Sam conosce. Proprio la familiarità del luogo rende significativo il momento in cui il protagonista smette di fidarsi di ciò che sente. È un aspetto che distingue la premessa del film dal semplice racconto di un incontro con l’ignoto.

 


 

Articolo realizzato a partire da materiali ufficiali e notizie di spettacolo rielaborati dalla redazione. 


Scopri di più da Notizie dal Palco - Spettacolo & Cultura

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Scopri di più da Notizie dal Palco - Spettacolo & Cultura

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere