Dodici brani tra jazz, blues e contaminazioni sonore raccontano un percorso di consapevolezza, identità e autonomia femminile.
Il blues non è soltanto un linguaggio musicale: può diventare una forma di espressione personale, un modo per riconoscere la propria voce e affermare il desiderio di libertà. È da questa idea che prende forma Mi tingo di blues and more…, il terzo album della cantautrice teramana Fiammetta Ricci, pubblicato da PlayCab Records e disponibile in formato fisico e digitale.
Dopo Anima Ctonia (2010) e Untold e controvento (2018), Ricci firma testi e musiche di un progetto composto da dodici tracce, dieci delle quali inedite. Un lavoro che intreccia introspezione e ricerca di identità, con una particolare attenzione alla possibilità di scegliere autonomamente la propria strada, senza lasciarsi definire dalle aspettative altrui.
Il blues come punto di partenza
Il titolo non promette un disco esclusivamente blues. Quel «and more…» annuncia un orizzonte più ampio, attraversato da jazz, soul, rock e altre sfumature. Pianoforte, sassofono, chitarre, basso, batteria, organo Hammond e altri strumenti accompagnano una scrittura che alterna italiano e inglese.
«Tingersi di blues» significa, nelle parole dell’autrice, «permettere alla musica di penetrare nel profondo e di risuonare nelle stanze più remote dell’anima». Una definizione che chiarisce la dimensione intima del progetto, senza esaurirne la spinta verso l’esterno.
Tra trasformazione e libertà
Il brano d’apertura, Mi tingo di blues, mette al centro una nuova consapevolezza. Flowing in love parla della ricerca d’amore, mentre Let me go affronta il tema dell’autonomia delle donne e del diritto di compiere scelte libere. In Suddenly il cambiamento assume invece un carattere più raccolto e interiore.
Il tema della libertà di pensiero attraversa Occhi di falco e Il volo delle idee. Vorrei riflette sulla difficoltà del dialogo autentico, Che sarà domani sulle incertezze del presente. La conclusiva Nuvole al vento, dalle venature soul e rock, evoca la possibilità di ritrovare la luce dopo un cambiamento improvviso.
Il disco recupera anche due composizioni del precedente lavoro: Di argento silenzio, rielaborata con una nuova introduzione chitarristica blues, e Untold e controvento, arricchita dalla fisarmonica jazz di Renzo Ruggieri.
Un progetto corale
Alla realizzazione dell’album hanno contribuito musicisti di diversa sensibilità. Fabrizio Mandolini, al sassofono, ha curato direzione artistica e arrangiamenti insieme al pianista Toni Fidanza. Completano la formazione Luca Mongia, Emanuele Di Teodoro e Fabio Colella. Nei due brani ripresi dal disco precedente intervengono inoltre Gianluca Caporale, Galileo Di Ilio, Renzo Ruggieri, Mauro De Federicis, Marco Di Natale e Glauco Di Sabatino.
Ricci, che è anche scrittrice, saggista e docente ordinaria di Filosofia politica all’Università di Teramo, porta nella musica un interesse per le parole e per il loro valore. Il suo percorso, iniziato in giovane età e sviluppato anche attraverso l’AnimaCtonia Jazz Band fondata nel 2010, attraversa blues, jazz, gospel, swing e bossa nova.
Nel racconto che accompagna il disco emerge soprattutto un messaggio: la creatività non ha una scadenza anagrafica. Mi tingo di blues and more… si presenta così come una dichiarazione di autonomia, nella quale la musica diventa lo spazio per continuare a cercarsi, cambiare e scegliere.
Per approfondire: sito ufficiale di Fiammetta Ricci · ascolto su Spotify.
Articolo realizzato a partire dal comunicato stampa in allegato, rielaborato dalla redazione
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