Il cinema non è soltanto intrattenimento. Può diventare uno strumento per raccontare realtà difficili, dare voce a chi spesso non viene ascoltato e invitare il pubblico a riflettere su ciò che accade nel mondo.
È questo il messaggio che emerge dalla quinta edizione di Vision 2030 – Festival del Cinema Sostenibile, svoltasi dal 7 al 10 ottobre 2026 a Noto, sotto la direzione artistica di Giulia Morello.
La manifestazione, prodotta da Giovanni Stella per Smile Vision, in partnership con Dire Fare Cambiare, ha portato sullo schermo opere dedicate alla sostenibilità ambientale e sociale, ai diritti umani, alla pace e alle conseguenze dei conflitti.
How Kids Roll – I bambini di Gaza è il miglior film d’esordio
Il riconoscimento per il miglior film d’esordio è stato assegnato a How Kids Roll – I bambini di Gaza, diretto da Loris Lai.
Ambientato nella Striscia di Gaza nel 2003, il film racconta la storia di Mahmud, un bambino palestinese di undici anni che, nonostante la guerra, coltiva una grande passione per il surf.
L’incontro con Dan, un ex campione segnato da una tragedia personale, apre la strada a un rapporto nel quale lo sport diventa occasione di crescita e speranza. Ma la storia mette anche Mahmud di fronte alla possibilità di condividere questa esperienza con Alon, un coetaneo israeliano che considera un nemico.
La giuria ha riconosciuto nell’opera la capacità di affrontare un tema drammaticamente attuale attraverso lo sguardo dell’infanzia, valorizzando un messaggio di amicizia e dialogo che supera i confini geografici e culturali.
San Damiano vince come miglior documentario
Il premio per il miglior documentario è andato a San Damiano, diretto da Gregorio Sassoli e Alejandro Cifuentes.
Il documentario segue Damian, un uomo arrivato dalla Polonia a Roma con pochi soldi, che trova rifugio in una torre delle Mura Aureliane e cerca un luogo in cui sentirsi accolto.
La giuria, composta da Nando Irene, Beppe Manno e Marianna Moser, ha premiato la capacità dell’opera di raccontare marginalità, solitudine e bisogno di appartenenza senza spettacolarizzare la sofferenza.
Una storia che invita a guardare oltre le apparenze e a interrogarsi su quanto sia importante, per ogni essere umano, sentirsi riconosciuto e ascoltato.
Una menzione speciale è stata inoltre assegnata a Core Preciato di Giulio Neglia.
In Gaza Pietas: i disegni dei bambini diventano cinema
A conquistare il premio per il miglior cortometraggio è stato In Gaza Pietas di Diego Monfredini.
L’opera nasce dai disegni reali dei bambini palestinesi, trasformati in un racconto cinematografico attraverso immagini, montaggio e musica.
La giuria, composta da Mohamed Hossameldin, Ester Pantano e Manuela Rima, ha sottolineato la forza poetica del progetto e la sua capacità di raccontare la sofferenza dell’infanzia attraverso un linguaggio diverso dalla narrazione tradizionale.
È proprio questo uno degli aspetti più significativi del festival: mostrare come il cinema possa trovare forme espressive differenti per affrontare temi complessi, senza perdere la dimensione umana delle storie.
Tutti gli altri riconoscimenti
La cerimonia conclusiva, ospitata nello storico Teatro Tina di Lorenzo di Noto e condotta da Giorgia Fiori, ha visto l’assegnazione di numerosi altri premi.
I Premi Panalight, consistenti ciascuno in un noleggio di attrezzature del valore di 4.000 euro, sono stati assegnati a Sunday di Giulio Tonincelli, vincitore anche del Premio Pop Corn Festival del Corto, e a San Damiano di Gregorio Sassoli e Alejandro Cifuentes.
Il Premio Cambiare è andato a Io non sono nessuno di Geraldine Ottier, mentre il Premio Visioni di Smile Vision è stato consegnato a Squali di Daniele Barbiero.
Il riconoscimento del Moscerine Film Festival è stato attribuito a Pesciolino Rosso di Gisella Gobbi.
Per la prima volta hanno partecipato alla giuria anche due scuole siciliane: il Premio Scuola Musco è stato assegnato a Fango di Raffaele Patti e il Premio Scuola Melodia a Le cose che (non) si vedono di Angelo Bottone.
Alla cerimonia hanno partecipato anche il sindaco di Noto Corrado Figura, Cateno Piazza, presidente del Coordinamento dei Festival Cinematografici Siciliani, e Nando Irene, attore e direttore del Matera Film Festival.
Oltre mille presenze e un’attenzione particolare ai giovani
La quinta edizione si è conclusa con oltre 1.000 presenze, tra cui 600 studenti delle scuole medie e superiori, e più di 100.000 visualizzazioni sui canali social della manifestazione.
Numeri che raccontano l’interesse verso un festival che non si limita a presentare opere cinematografiche, ma cerca di creare occasioni di incontro e confronto.
Particolarmente significativo è il coinvolgimento degli studenti, perché avvicinare le nuove generazioni a storie che parlano di diritti, ambiente e solidarietà significa offrire loro nuovi strumenti per osservare e comprendere la realtà.
Vision 2030 rinnova così il proprio impegno nella promozione degli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, riconoscendo nella cultura uno strumento di consapevolezza e cambiamento.
E forse è proprio questa la riflessione che lascia il festival: un film non può risolvere da solo i problemi del mondo, ma può aiutarci a vedere ciò che troppo spesso scegliamo di non guardare.
Articolo realizzato dalla redazione di Notizie dal Palco sulla base del comunicato stampa ufficiale di Vision 2030 – Festival del Cinema Sostenibile.
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