Con “L’Estate sta finendo” Ale Scatizzi torna in primo piano dopo anni trascorsi anche dietro le quinte. Un ritorno che parla di tempo, maturità, delusioni trasformate in esperienza e di una storia con la musica che, in realtà, non si era mai interrotta.
Ci sono ritorni che cominciano molto prima di quando diventano visibili.
Per Ale Scatizzi, quello alla musica non è stato esattamente un ricominciare da zero. Dopo alcune delusioni, infatti, la musica è rimasta nella sua vita, anche se da una posizione diversa: dietro le quinte, tra studio, scrittura e collaborazioni.
A cambiare è stata, semmai, la decisione di tornare a essere Ale Scatizzi, rimettendosi in gioco in prima persona.
E forse non è casuale che questo nuovo capitolo sia iniziato proprio con L’Estate sta finendo. Una canzone entrata nella memoria di più generazioni, ma che per Ale assume oggi un significato diverso: non soltanto la fine di una stagione, quanto il passare degli anni.
È proprio il tempo, infatti, uno dei fili che attraversano maggiormente la sua storia. Quel tempo che può far pensare che un’occasione sia ormai passata, ma che può anche trasformarsi in qualcosa di diverso: esperienza, consapevolezza, un nuovo modo di cantare e persino una ragione per tornare.
Accanto a lui, in questa nuova fase, c’è Stefano De Donato, musicista e produttore dei Dirotta su Cuba, al quale Ale riconosce un ruolo decisivo non soltanto dal punto di vista artistico, ma anche umano.
E il viaggio è appena ripartito. Dopo L’Estate sta finendo arriverà infatti Che Ironia, un inedito che sembra racchiudere già nel titolo qualcosa della storia di questo ritorno: quando tutto sembrava ormai lontano, la musica ha trovato il modo di presentarsi di nuovo.
Ed ecco come ce l’ha raccontato Ale Scatizzi.
Ale, nel tuo Press Book scrivi: “Per anni ho creduto che quel sogno fosse rimasto indietro. Poi ho capito che era lui ad aspettare me”. C’è stato un momento preciso in cui hai capito che quel sogno non era finito e che era arrivato il momento di tornare alla musica?
«Beh, più che tornare alla musica, direi più tornare come Ale Scatizzi! Dopo alcune delusioni sono stato, per così dire, nei backstage, lavorando in studio, scrivendo e collaborando. Poi l’incontro con Stefano è stato decisivo. Lui mi ha spinto a tornare e a far diventare l’età… ESPERIENZA.»
«Lui mi ha spinto a tornare e a far diventare l’età… ESPERIENZA.» – Ale Scatizzi
Dici anche di non essere tornato perché ti mancava il palco, ma perché ti mancava quella parte di te che soltanto la musica riusciva a raccontare. Quale parte di Ale avevi lasciato in silenzio e hai sentito il bisogno di ritrovare?
«Quella che mi permetteva di condividere con il pubblico, che mi permetteva di scrivere e cercare di trasmettere le mie emozioni, sperando che le persone si potessero ritrovare.»

“L’Estate sta finendo” di Ale Statizzi
Per segnare questo ritorno hai scelto “L’Estate sta finendo”, una canzone che appartiene alla memoria musicale di intere generazioni. Perché proprio questo brano? C’è qualcosa nel suo testo o nella sua atmosfera che oggi senti particolarmente vicino alla tua storia?
«L’Estate sta finendo è in realtà legata al passare degli anni e non all’estate intesa come stagione. Quindi, oltre a un ricordo indelebile di quando uscì, ho trovato nel testo di questa canzone qualcosa che realmente mi rappresentasse e nel quale potessi immergermi in pieno.»
Reinterpretare una canzone così conosciuta comporta inevitabilmente il confronto con l’originale. Come si trova il proprio spazio dentro un brano che il pubblico possiede già nella memoria, senza tradirlo ma senza limitarsi a riproporlo?
«Penso che la sincerità con la quale un artista canta una cover sia il segreto per far percepire la veridicità di un’interpretazione.»

Gli arrangiamenti di “L’Estate sta finendo” sono di Stefano De Donato. Nel Press Book descrivi il vostro incontro come qualcosa che ha trasformato un ritorno in un nuovo inizio. Che cosa hai trovato artisticamente e umanamente in Stefano perché nascesse questa sintonia?
«Hai detto la parola magica: “umanamente”!!! Stefano, nonostante il suo background, è una persona con doti di forte umanità, quello che non avevo mai trovato in questo mondo professionale.
Artisticamente su Stefano parlano i fatti: le produzioni che ha fatto e che tuttora fa, gli arrangiamenti che quotidianamente elabora. Ma l’aspetto principale è l’affiatamento che abbiamo trovato e la spinta che mi ha dato per TORNARE!»
Nel tuo racconto torna continuamente il tema del tempo. Scrivi: “Per anni ho pensato che il momento giusto fosse passato”. Quanto è difficile, in un mondo musicale che sembra sempre alla ricerca del nuovo e dei giovanissimi, convincersi che non esista un’età oltre la quale sia troppo tardi per ricominciare?
«Proprio l’ascolto dei giovani mi ha fatto capire che esistono spazi anche per noi, per così dire, maturi. L’età consente di trasformare gli anni che passano in esperienze da poter trasmettere.
Non ultime, le emittenti radiofoniche che hanno trovato in questo brano la stessa maturità e che mi hanno detto che il brano è una rilettura matura, adult, ma di estrema attualità! Ecco, questo mi ha ulteriormente fatto capire che potevo tornare.»
E c’è qualcosa che proprio il tempo ti ha dato? Oggi canti e interpreti una canzone diversamente da come avresti fatto venti o trent’anni fa?
«A me piace molto ascoltarmi nelle vecchie produzioni e, onestamente, anche alle persone che sono con me da anni è apparsa una maturità diversa anche nel modo di interpretare e cantare.»
«L’età consente di trasformare gli anni che passano in esperienze da poter trasmettere.» – Ale Statizzi
Anche il modo di fare e ascoltare musica è cambiato enormemente: dalle radio alle piattaforme digitali e ai social. Tornare oggi significa anche incontrare un’industria musicale molto diversa da quella che avevi conosciuto. Come vivi questo cambiamento?
«Lo vivo bene. Le piattaforme digitali le ho sempre seguite e indubbiamente quello che oggi cambia sono i canali di distribuzione e la tipologia di comunicazione per far apprezzare un brano… ci stiamo lavorando!
Devo però dire che credo fermamente che anche il tradizionale non debba essere per forza gettato. Soprattutto i rapporti con le persone e con gli addetti ai lavori.»
Nel Press Book ringrazi la radio e parli di essa come del luogo in cui “le emozioni trovano una voce”. In un’epoca dominata da streaming e algoritmi, senti che la radio abbia ancora un ruolo particolare nel creare un rapporto tra un artista e chi ascolta?
«Penso che sia fondamentale. Le piattaforme digitali offrono la possibilità di ascoltare un brano specifico, ma la radio è quell’emozione fatta di presentazione e di condivisione.»
“L’Estate sta finendo” non è però un punto d’arrivo. Stai già lavorando a “Che Ironia”, un nuovo inedito scritto e arrangiato da Stefano De Donato. Cosa puoi anticiparci di questo brano e, soprattutto, quale Ale ascolteremo quando passerai dalla reinterpretazione di una canzone conosciuta a qualcosa di completamente nuovo?
«Che Ironia mi è stato presentato da Stefano e ho sposato subito il nuovo singolo perché il testo è strutturato su un’ironia… proprio quella che mi è successa con la musica. Quando tutto sembrava un ricordo lontano, ecco l’ironia di ricominciare.»
Qui mi fermerei prima dei due versi che Ale ci ha riportato. Non ci servono: il concetto è già molto forte e, trattandosi del testo di una canzone, editorialmente preferisco non riprodurli.
«Quando tutto sembrava un ricordo lontano, ecco l’ironia di ricominciare.» – Ale Scatizzi
Questo ritorno alla musica lo senti come l’inizio di una seconda carriera oppure come la continuazione di una storia che, in realtà, non si era mai davvero interrotta?
«Come la continuazione di una storia che dentro di me, forse, non si era mai interrotta.»
Se potessi incontrare oggi quel ragazzo che sognava la musica molti anni fa, cosa gli diresti?
«Lascia stare le delusioni che troverai per il tuo cammino, fanne un punto di forza per andare avanti in cui credi!»
Foto: materiale fornito dall’Ufficio Stampa di Ale Scatizzi.
Per la realizzazione di questo articolo-intervista si ringraziano Ale Scatizzi e il suo Ufficio Stampa per la disponibilità, le risposte e il materiale fotografico fornito.
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