Cari lettori,
stasera parliamo della questione (mai risolta) del pubblico a cui si rivolge lo scrittore. Partendo dal presupposto che si scrive per essere letti, l’autore deve seguire l’ispirazione del momento o affidarsi a un target di riferimento? Nel mio caso, ho scoperto col tempo che il pubblico al quale piacciono i miei romanzi è di età compresa tra i 35 e i 60 anni, innamorato di letture che spaziano dal thriller/crime ai romanzi sentimentali tinti di mistero. Personalmente, non sono mai riuscita a scrivere ciò che è di moda (e quindi vende sugli scaffali) perché finirebbe per rendere inverosimile l’intera storia. Le emozioni devono essere reali per coinvolgere davvero chi legge. Ciò nonostante, esistono autori che hanno basato tutta la carriera su un tipo preciso di lettore e costruito il proprio successo sulle vicende di un unico personaggio. Volendo scegliere, chi preferireste?
Roberta Costantini
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