Open medieval manuscript with illuminated letters on wooden desk with candle, quill pen, ink, and old books

Il Manoscritto: Scrivere senza Bozze

Cari lettori,

stasera parliamo del manoscritto. Contrariamente all’opinione corrente tra la maggioranza dei romanzieri, per me non ha senso scrivere una prima stesura e nemmeno un canovaccio sul quale costruire la storia. Esistono autori blasonati che perdono mesi a buttare giù lo schema del libro. Nel mio caso invece, è sempre “buona la prima” complice il fatto di avere una scrittura alquanto stringata. Ai tempi della scuola, il mio stile veloce e sintetico non superava di solito i tre fogli protocollo. Per tale ragione devo confessare di trovare piuttosto noiosi quei romanzi lunghi e prolissi dove lo scrittore sembra diluire la vicenda quasi a voler giustificare il prezzo di copertina. D’altra parte, chi ha stabilito che un buon giallo debba superare necessariamente le 200 pagine? Detto questo aggiungo di non aver mai cancellato una pagina intera, mentre risulto maniacale nella rilettura del manoscritto una volta ultimato (in genere si tratta di una settantina di cartelle). Posso impiegare tantissimo tempo nella “limatura del testo”. Adoro la lingua italiana, i suoi sinonimi, gli innumerevoli aggettivi che consentono centinaia di sfumature diverse di una stessa frase. Sarei curiosa di sapere cosa ne pensate. Meglio una lettura veloce da ombrellone o un bel tomo sul comodino a tenervi compagnia?

Roberta Costantini


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