Cari lettori,
stasera vorrei parlare dell’ambientazione di un romanzo giallo. Per quanto mi riguarda, ho sempre avuto un debole per la descrizione dei luoghi dov’è ambientata la storia. Infatti, i miei incipit migliori sono delle fotografie piuttosto fedeli di località in giro per il mondo che hanno lasciato il segno nella memoria. Adoro viaggiare e mi diverte l’idea di trasferire l’esperienza personale a chi legge i miei racconti. I gialli che scrivo sono tutti contemporanei. Per questa ragione risulta semplice inserire nella vicenda l’immagine dei posti che ho visitato (come nel caso di “Trappola di Ghiaccio”, ambientato nella meravigliosa Patagonia Argentina). Ciò non significa che un buon giallo debba poggiare per forza, su ambientazioni sfarzose per attrarre i lettori. Quello che conta è il ritmo della narrazione. Per esempio in “Viceversa” tutta la vicenda si svolge all’interno di un teatro. Un luogo chiuso, senza tempo. In tal caso, è la struttura dei dialoghi a tenere incollato il lettore alla storia. Insomma, sono le parole e il loro modo di connotare i personaggi a costruire l’ambiente. Magari il gioco può sembrare più difficile e complesso, ma il risultato non cambia. Ve lo assicuro. Nel caso foste interessati ad approfondire l’argomento, vi segnalo i link di acquisto dei libri e… buona lettura!
Roberta Costantini
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