Trophy and book titled L'Ultima Parola by Eleonora Rinaldi on a table at a literary award ceremony

Costi e Benefici dei Concorsi Letterari per Scrittori

Cari lettori,

stasera parliamo di un argomento piuttosto controverso. Ci sono case editrici che giudicano favorevolmente la partecipazioni dell’autore a un concorso letterario. Quello che nessuno dice (e che invece, bisognerebbe sottolineare) è il fatto che l’onere di concorrere ricade interamente sullo scrittore. Lasciando perdere il discorso di quali siano i premi migliori e che richiederebbe un capitolo a parte, di solito il bando di concorso prevede una quota di iscrizione a pagamento. Ciò ha permesso negli anni, il proliferare di migliaia di concorsi più o meno famosi. Insomma, anche questo è divenuto un modo per fare business (e di conseguenza soldi). Trovo irrispettoso nei confronti del “vero talento” la necessità di autofinanziarsi come se lo scrittore fosse paragonabile a una start up. Nel caso dei premi più blasonati poi, si devono prevedere almeno 20/30 copie da fornire a lettori, giornalisti, giurati etc. E secondo voi, chi dovrebbe paga le suddette copie? Di certo non l’editore, il cui prezioso tempo non può essere sprecato nemmeno per segnalare all’autore dove inviare il materiale. A questo punto la domanda nasce spontanea: se le case editrici non si occupano di promuovere i libri che stampano perché noi scrittori dovremmo continuare a pubblicare con loro?

Roberta Costantini


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