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Rispettare i tempi di scrittura: il segreto per scrivere bene

Cari lettori,

stasera parleremo dello spauracchio di ogni autore: il foglio bianco. Qualunque scrittore/ice teme il momento nel quale la vena creativa sembra essere esaurita o più semplicemente non riesce a trovare il finale giusto per la sua storia. Iniziamo col dire che il problema è frutto di un ambito letterario dove gli scrittori sono visti come “vacche da mungere” fino allo sfinimento. Nel mondo di oggi, la necessità di uscire con un nuovo libro in tempi brevissimi, rappresenta l’unico modo per non venire dimenticati. Ogni anno si pubblicano in Italia migliaia e migliaia di romanzi, alcuni dei quali non vendono nemmeno una copia (stritolati da una concorrenza sempre più agguerrita e stressante). Gli editori sono manager d’azienda impegnati a fare profitto, mentre gli scaffali si riempiono talvolta di titoli di cui nessuno, a onore del vero, sentirebbe la mancanza. La quantità batte di gran lunga la qualità e dove questa scarseggia, supplice il marketing. Per quanto mi riguarda, ho sempre pensato che un lavoro creativo non avesse niente a che vedere con una professione impiegatizia. Non equivale alla timbratura di un cartellino (anche se di solito, preferisco scrivere nelle ore pomeridiane). Ci sono giorni o anche mesi, in cui non voglio scrivere perché in testa non gira l’idea giusta e preferisco non avvicinarmi al computer. Per questo motivo non conosco la sindrome del foglio bianco, anche se a dirlo potrei sembrare presuntuosa. Ho soltanto imparato a rispettare i miei tempi di scrittura. Ogni “santa volta” che comincio un nuovo romanzo sento crescere il terrore di non riuscire a finirlo, ma ormai sono abituata. Presto o tardi, so che l’idea giusta arriverà (perlomeno, finora è sempre stato così). Domanda: “E tutti quelli autori che sfornano libri ogni sei mesi? Sono davvero fenomeni o si affidano ai ghostwriters?”. Ai posteri l’ardua sentenza. Se volete leggere un mio romanzo, vi lascio sotto il link.

P.S: Scrivo solo libri gialli, perciò fate attenzione ai casi di omonimia. Buona lettura a tutti!

Roberta Costantini


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