Cari lettori,
stasera parliamo del modo in cui si costruisce un giallo. Quando invento una storia tengo sempre ben presente qual è l’effetto che intendo ottenere. In genere se decido di condurre il lettore alla scoperta del colpevole diventa fondamentale spargere degli indizi nel corso della narrazione. Quanto più la caccia all’uomo si rivela ricca di particolari, tanto maggiore sarà la soddisfazione in colui che legge per aver indovinato l’identità dell’omicida: come in un puzzle dove ogni tassello avvicina alla meta finale. Talvolta invece, preferisco concentrarmi sull’aspetto psicologico dei personaggi. In tal caso, non è importante confondere le acque (indirizzando altrove i sospetti) perché il fine ultimo si raggiunge cambiando la natura del protagonista in corso d’opera (per dare una giustificazione al suo comportamento). Pertanto, si può conoscere il nome dell’assassino fin dall’inizio del libro e nascondere le sue vere motivazioni nell’intento di svelarle passo dopo passo. E voi che tipo di giallo amereste leggere?
Roberta Costantini
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