Cari lettori,
questa sera analizziamo il rapporto che viene a crearsi tra lo scrittore e la casa editrice. Per iniziare, diciamo che esistono due strade da seguire: inviare il manoscritto alle case editrici (e attendere “tempi biblici” per una risposta che al 90% non arriva mai, in caso di rifiuto) oppure darsi al self-publishing su piattaforme online abilitate (i miei libri precedenti sono tutti editati in KDP su Amazon). La differenza consiste nel fatto che l’autopubblicazione non permette agli autori di essere presenti in libreria. Alcuni tra gli scrittori della nuova generazione hanno sfruttato il sistema ibrido. Prima si sono fatti un nome con l’autopubblicazione e poi, una volta notati da case editrici di discreta rilevanza, hanno accettato il contratto editoriale. Personalmente, preferisco la libreria perché mi piace il confronto con i lettori attraverso le presentazioni e i firmacopie. Purtroppo occorre sottolineare che il panorama dell’editoria contemporanea è costituito soprattutto da piccole aziende familiari, dove nella maggior parte dei casi (a fronte di un misero 8-10% di royalty ) l’autore è spesso ridotto a una specie di “venditore porta a porta”; costretto a sobbarcarsi l’onere della vendita al pubblico attraverso estenuanti tour promozionali senza alcun rimborso spese. La verità consiste nel fatto che le grandi case editrici preferiscono non rischiare investendo sui “soliti noti”, garanti di un sicuro riscontro economico. Allora perché insistere? Beh, sinceramente non saprei. Per quanto mi riguarda, io scrivo per essere letta e anche solo l’apprezzamento di un singolo lettore mi ripaga dello sforzo. Se volete conoscere la mia scrittura, potete acquistare i romanzi su Amazon. Vi segnalo il link dell’ultima uscita. Buona lettura a tutti!
Roberta Costantini
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