Un omaggio che non si limita a guardare al passato, ma riporta le composizioni di Lelio Luttazzi nel linguaggio del jazz di oggi. Dal 16 ottobre 2026 arriva in vinile e in digitale Luttazzi Legacy Trio, l’album prodotto dalla Fondazione Lelio Luttazzi e pubblicato da Warner Music Italy.
Eleganza, swing e ironia: sono tre parole che raccontano bene il mondo musicale di Lelio Luttazzi, artista capace di attraversare la musica e lo spettacolo italiano con una personalità riconoscibile. A raccoglierne l’eredità è oggi il Luttazzi Legacy Trio, formato da Manuel Magrini al pianoforte e agli arrangiamenti, Massimo Moriconi al contrabbasso e Giovanni Colasanti alla batteria, con la partecipazione del sassofonista Lorenzo Bisogno.
Il disco omonimo comprende dieci brani selezionati dall’ampio repertorio del compositore triestino. Non è soltanto un recupero di pagine musicali: il progetto sceglie di farle dialogare con sensibilità e ritmi contemporanei, conservando lo spirito delle composizioni originali.
Un’eredità che continua a suonare
Compositore, pianista, direttore d’orchestra, protagonista della radio e della televisione, ma anche attore, regista e scrittore, Luttazzi (Trieste, 1923–2010) ha lasciato un patrimonio che va oltre un solo genere musicale. Il nuovo album nasce proprio dalla volontà di rimettere al centro quella ricchezza, senza trasformarla in un semplice esercizio di nostalgia.

Gli arrangiamenti firmati da Magrini cercano una nuova prospettiva sulle melodie del Maestro. Nel comunicato stampa, il pianista racconta di essere rimasto colpito dalla qualità della scrittura di Luttazzi e dalla naturalezza con cui le sue composizioni si prestano a essere rilette attraverso il jazz moderno.
Dallo swing al free jazz: dieci brani, molte sfumature
La scaletta accosta titoli conosciuti a composizioni meno frequentate, alternando linguaggi differenti. Lo swing di Canto anche se sono stonato incontra la rumba di Troppo Tardi; Mi Piace viene proposta come funk ballad, con Moriconi anche al basso elettrico solista. Non mancano i tempi dispari di Eccezionalmente sì, le riarmonizzazioni di Non lo so e le incursioni nel free jazz di Una Zebra a Pois.
Tra i dettagli più curiosi c’è Sono tanto pigro, dove, secondo quanto raccontato da Magrini, compare anche la voce di Luttazzi in veste di «sbadigliatore». Un piccolo segno di quell’ironia che il progetto vuole preservare insieme alla raffinatezza musicale.

I musicisti e la copertina di Ugo Nespolo
Accanto a Magrini, il trio riunisce due musicisti di grande esperienza. Massimo Moriconi ha collaborato per vent’anni con Lelio Luttazzi ed è al fianco di Mina nelle sue produzioni dal 1983; Giovanni Colasanti porta un percorso ricco di collaborazioni nel jazz. A completare la formazione è Lorenzo Bisogno, sassofonista vincitore nel 2021 del Premio Internazionale Massimo Urbani.
Registrato agli Artesuono Recording Studios di Stefano Amerio, l’album avrà anche una veste visiva d’autore: la copertina del vinile è firmata dall’artista Ugo Nespolo.
Uscita il 16 ottobre, presentazione a Roma il 21 dicembre
Luttazzi Legacy Trio sarà disponibile dal 16 ottobre 2026 in vinile e in digitale. La presentazione ufficiale è prevista per lunedì 21 dicembre all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma, grazie alla collaborazione tra la Fondazione Lelio Luttazzi e la Fondazione Musica per Roma.
Per informazioni e preordini: Luttazzi Legacy Trio – pre-order.
È forse proprio questa la forza del progetto: ricordare un artista non soltanto riproponendo ciò che ha lasciato, ma continuando a far vivere la sua musica in forme nuove.
Articolo realizzato sulla base del comunicato stampa e dei materiali forniti dall’ufficio stampa.
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