Un volto nascosto tra le rocce della Vergine delle Rocce potrebbe richiamare l’immagine della Sindone di Torino.
È l’ipotesi proposta dal ricercatore brasiliano Átila Soares da Costa Filho, che individua nella versione londinese del dipinto attribuito a Leonardo da Vinci una possibile allusione ai lineamenti del volto tradizionalmente associato al telo conservato a Torino.
Un volto tra le rocce?
Secondo l’interpretazione di Soares, al centro della composizione alcune forme della roccia suggerirebbero un volto umano con caratteristiche visive accostabili all’immagine della Sindone. La lettura viene presentata dal ricercatore come un possibile ulteriore esempio dell’interesse leonardesco per immagini, forme e suggestioni che possono emergere dall’osservazione della natura.
Si tratta, tuttavia, di una proposta interpretativa: il possibile riferimento alla Sindone non costituisce un elemento accertato dell’opera né dimostra un’intenzione deliberata di Leonardo.

Il legame proposto con l’Apocalypsis Nova
Nel materiale diffuso a sostegno della ricerca, l’interpretazione viene collegata anche all’Apocalypsis Nova, testo attribuito al Beato Amadeo, João Meneses da Silva. In questa prospettiva, il richiamo alla Sindone sarebbe inserito in una più ampia riflessione religiosa sulla redenzione, sulla morte e sulla resurrezione.
La versione londinese della Vergine delle Rocce è legata alla commissione ricevuta nel 1483 per la cappella dell’Immacolata Concezione a Milano e alla collaborazione con Ambrogio ed Evangelista de Predis. Il lungo processo esecutivo dell’opera rende più prudente evitare una singola data di completamento come elemento risolutivo dell’ipotesi.

Una ricerca tra arte, simboli e percezione
Soares porta avanti da tempo una linea di ricerca sui possibili riferimenti alla reliquia torinese nell’arte rinascimentale. Nel comunicato, il ricercatore richiama anche il noto interesse attribuito a Leonardo per le immagini suggerite da macchie, muri e forme irregolari: un esercizio di percezione e invenzione che, nella sua lettura, offrirebbe una chiave per interrogare anche questo particolare della Vergine delle Rocce.
Più che una conclusione definitiva, l’ipotesi apre dunque un nuovo terreno di confronto sull’opera e sui suoi possibili livelli simbolici, lasciando alla ricerca e al dibattito il compito di valutarne la fondatezza.
Articolo realizzato a partire dal comunicato e dai materiali ricevuti, rielaborati e contestualizzati dalla redazione.
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