Venerdì 28 agosto Rai 1 ripropone in prima serata “Lucio Battisti, Numero Uno”, lo speciale di TechetecheShow condotto da Flavio Insinna. Un viaggio nella musica e nella memoria attraverso le immagini degli archivi Rai.
Ci sono artisti che continuano ad appartenere al presente anche quando il tempo passa. Lucio Battisti è certamente uno di questi.
Le sue canzoni hanno attraversato generazioni diverse e continuano a essere ascoltate anche da chi non ha potuto conoscerlo mentre quelle pagine della musica italiana venivano scritte.
Venerdì 28 agosto, in prima serata su Rai 1, torna Lucio Battisti, Numero Uno, lo speciale di TechetecheShow dedicato all’artista e condotto da Flavio Insinna.
Una serata già proposta dalla Rai, che torna sul piccolo schermo riportando il pubblico dentro una storia costruita attraverso musica, immagini e materiali custoditi negli archivi televisivi.
Ma raccontare Lucio Battisti non significa semplicemente mettere in successione le sue canzoni.
Lucio Battisti oltre le canzoni
Per molti Battisti è innanzitutto una voce.
È Emozioni, I giardini di marzo, Acqua azzurra, acqua chiara, La canzone del sole e un repertorio entrato così profondamente nella cultura popolare italiana da continuare a vivere anche molto tempo dopo la sua scomparsa.
Ma dietro quelle canzoni c’è stato un artista, un uomo e un periodo della nostra storia musicale che una parte del pubblico più giovane non ha avuto la possibilità di conoscere direttamente.
Ed è qui che gli archivi televisivi acquistano un valore particolare.
Rivedere interviste, apparizioni e immagini appartenenti a un’altra epoca non significa soltanto provare nostalgia. Significa poter ricostruire qualcosa che altrimenti rischierebbe di rimanere affidato esclusivamente alle canzoni.
Flavio Insinna, raccontare senza mettersi davanti al protagonista
Raccontare un artista come Lucio Battisti non è semplice. Significa avvicinarsi a una figura che ha lasciato un segno profondo nella musica italiana e che molti hanno conosciuto soprattutto attraverso le canzoni, la voce e le immagini conservate negli archivi.
Ed è proprio in questo tipo di racconto che Flavio Insinna riesce, a nostro avviso, a esprimere una delle qualità più belle del suo modo di condurre: l’umiltà di fare un passo indietro e lasciare spazio al protagonista.
Quando si trova davanti ai grandi nomi dello spettacolo, Insinna non sembra sentire la necessità di occupare la scena. Al contrario, il suo modo di raccontare mantiene quella misura che permette allo spettatore di avvicinarsi alla storia senza perdere di vista chi ne è realmente protagonista.
Attraverso la sua conduzione, artisti che appartengono alla storia dello spettacolo sembrano tornare più vicini al pubblico, andando oltre una voce, una canzone o le immagini custodite negli archivi. Il racconto prova così a restituire anche la persona, il percorso e il tempo nel quale quell’artista ha vissuto e creato.
La memoria dello spettacolo passa anche da chi sa raccontarla
D’altra parte, la Rai sembra conoscere molto bene le capacità di Flavio Insinna nel trasformare il materiale d’archivio in un racconto capace di andare oltre la semplice successione di immagini.
Affidargli una serata dedicata a Lucio Battisti appare quindi una scelta quasi naturale: la sua conduzione sa accompagnare la memoria senza sovrastarla, lasciando che siano l’artista, le sue parole e la sua storia a occupare il centro della scena.
Con Lucio Battisti queste capacità acquistano un significato ancora più particolare.
Davanti a un artista così grande non serve qualcuno che cerchi di occupare la scena: serve qualcuno capace di accompagnarci dentro la sua storia.
Ed è forse questa una delle funzioni più belle che può ancora avere la televisione quando apre i propri archivi: non limitarsi a mostrarci ciò che è stato, ma aiutarci a comprenderlo e permettere a chi non c’era di scoprirlo.
Una serata per ritrovare Battisti
La replica di Lucio Battisti, Numero Uno diventa quindi un’occasione per tornare ad ascoltare canzoni che conosciamo, ma anche per guardare oltre la musica.
Per chi Battisti lo ha vissuto, sarà inevitabilmente anche un viaggio nella memoria.
Per chi invece appartiene a una generazione successiva, gli archivi Rai possono offrire qualcosa di diverso: la possibilità di avvicinarsi all’uomo e all’artista che esistevano dietro una voce diventata parte della storia della musica italiana.
Perché alcune canzoni riescono a superare il proprio tempo. E quando questo accade, continuare a raccontare chi le ha create significa anche consegnarne la storia alle generazioni che verranno dopo.
Lucio Battisti, Numero Uno torna venerdì 28 agosto in prima serata su Rai 1.
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