Con una carriera costruita tra passione, musica e continua ricerca artistica, Luca Guadagnini si racconta in questa intervista esclusiva. Un dialogo che attraversa il suo percorso professionale, il rapporto con il pubblico, l’evoluzione del panorama musicale e le sfide che guardano al futuro.

La musica è il luogo dove le emozioni trovano finalmente una voce

D. 1. Luca, il tuo percorso artistico attraversa molti anni di musica, esperienze e cambiamenti. Guardandoti indietro, quale pensi sia stato il momento che ha segnato davvero la tua crescita come artista?

R. Dopo la perdita di mia figlia Aurora. Sicuramente è quello il momento in cui ho concentrato la mia vena artistica e ho puntato sulla maturazione cantautorale, o meglio, i miei testi sono diventati prima più profondi e poi diretti su temi importanti.

D. 2. Ogni canzone nasce da un’emozione o da un’esperienza. Quando scrivi, parti più spesso da un ricordo personale, da ciò che osservi oppure dall’immaginazione?

R. Quando scrivo c’è sempre un “mix” di emozioni che nascono da una base di realtà di vita quotidiana e questa realtà, mi porta poi a trasmettere in musica le emozioni di tutti i giorni. Riesco così a raccontare i piccoli aneddoti che mi rappresentano, trasformando in musica, ovvero in canzoni, i miei pensieri.

D. 3. Il panorama musicale è profondamente cambiato rispetto ai tuoi esordi. Come vivi questa evoluzione e cosa pensi del rapporto tra musica, social network e piattaforme digitali?

R. Purtroppo penso che i social abbiamo “snaturalizzato” la musica ed anche gli artisti stessi. Un esempio: è quello che il tuo “idolo”adesso lo puoi vedere in ogni istante e alle volte, riesci anche a parlarci attraverso un click. Inoltre, una volta la musica la ascoltavi alla radio, la aspettavi… ora la “guardi” in qualsiasi momento, attraverso i social e scrollando le varie pagine.

D. 4. Hai attraversato periodi molto diversi dell’industria discografica. C’è qualcosa della musica di ieri che ti manca e qualcosa di oggi che invece apprezzi particolarmente?

R. Onestamente non mi manca nulla di ieri, anche perché produco ancora le canzoni alla vecchia maniera… chitarra, penna e carta, come è sempre stato. Mi manca sicuramente l’attenzione da parte degli addetti ai lavori che operano sulle uscite discografiche. Adesso, è solo commercio e business, basta un telefonino, una promozione social ed un bel viso, il resto, come diceva il mio amico e compagno di viaggio Franco Califano: è noia!

D. 5. Nel tuo repertorio convivono sensibilità, melodia e attenzione ai testi. Quanto conta, oggi, raccontare storie autentiche attraverso la musica?

R. Per me è determinate, anche perché al tuo pubblico devi raccontare solo la verità e chi oggi, sa ancora ascoltare, poi ti apprezza.

D. 6. Qual è il brano che senti più rappresentativo del tuo percorso artistico e perché? È cambiato nel tempo il significato che ha per te?

R. Il brano che mi lega di più al mondo discografico è “Tornerà l’Aurora”, il cui significato non ha bisogno di presentazioni, e chi la conosce: “già sà”.

D. 7. C’è un artista, italiano o internazionale, con cui ti piacerebbe condividere un progetto musicale?

R. Ce ne sono tanti di artisti con cui mi piacerebbe lavorare, ma se devo proprio scegliere:  Luca Carboni!

D. 8. Il pubblico è cambiato negli anni: oggi è più veloce, più esigente e spesso scopre la musica in pochi secondi. Come si conquista ancora l’attenzione delle persone?

R.  Purtroppo sarò ripetitivo: ma l’attenzione oggi si conquista con il web! Più follower hai, più entri nel circuito degli “attenzionati”. Una volta invece, il pubblico si conquistava con i concerti dal vivo, e quando, dopo una serata in piazza, prima dell’ultimo pezzo. erano tutti ancora lì: quello era il momento in cui capivi che avevi “vinto”.

D. 9. Dietro il cantante c’è anche una persona. Come riesci a trovare equilibrio tra vita privata, lavoro e creatività?

R. Trovo che “quasi sempre” alla fine siano la stessa persona. Anche perché l’emotività è sempre la stessa: è un connubio di equilibri. Ogni artista deve essere sempre se stesso, in tutti i campi, per mantenere la sua fedeltà personale e artistica.

D. 10. Cosa non deve mai mancare quando entri in studio di registrazione o sali sul palco? Hai un rituale particolare?

R. La preghiera! 

D. 11. Guardando al futuro, su quali progetti stai lavorando? Possiamo aspettarci nuova musica o altre collaborazioni?

R. Sto lavorando su nuovi pezzi. Al momento non posso dire molto, ma posso svelare che uno dei brani vedrà la collaborazione di un grande artista.

D. 12. Se dovessi descrivere Luca Guadagnini con tre parole, quali sceglieresti?

R. Sincero, maturo e determinante.

D. 13. Per concludere, quale messaggio desideri lasciare ai lettori e a chi continua a seguirti con affetto da tanti anni?

R. Di seguirmi sempre. Anche se è una frase scontata, ma servirà a scoprire cose che ancora devo dire e, di cose da dire, ne ho ancora tante…


Si ringraziano Luca Guadagnini per la disponibilità e il tempo dedicato all’intervista, e Francesco Nuccitelli per la preziosa collaborazione nell’organizzazione dell’incontro e per il supporto dell’ufficio stampa.


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